Rebranding vs Restyling di un marchio

Lug 9, 2021

Il rebranding

Il rebranding è un’azione di marketing strategico volta a riposizionare il valore di un brand già esistente attraverso la costruzione di un’immagine coordinata totalmente nuova: l’azienda, insomma, cambia totalmente faccia!
Il marchio Dacia è un esempio di rebranding rivoluzionario, un cambiamento netto di tutti gli elementi distintivi.

Esiste anche la forma di rebranding di tipo evolutivo, graduale e moderato, quasi impercettibile se visto dall’esterno.

Dietro un strategia di rebranding c’è uno studio molto approfondito che prevede un’analisi accurata sull’azienda, sulla vision, sulla mission e sullo scenario di posizionamento desiderato dall’azienda stessa. Un’attività di rebranding aziendale, infatti, non dovrebbe mai essere fine a se stessa ma, piuttosto, esser supportata da studi analitici e di brand strategy per accompagnare il pubblico ad un cambiamento graduale. Attenzione a sostituire il brand da un giorno all’altro senza annunciarlo, perché potrebbe creare un grande disorientamento tra i clienti più fidelizzati.

Il Rebranding del marchio Dacia

Si è scelto di parlare di questo tema del Rebranding perchè nel giugno 2021 il marchio Dacia del Gruppo Renault ha subito un intenso rebrand.

Nato in Romania nel 1968, il marchio di automobili Dacia, dal 1999 parte del Gruppo Renault, si è fatto strada grazie a modelli di punta come Logan, Sandero e Duster.
La scelta del rinnovo del marchio risulta essere legata alla volontà di svecchiare l’immagine dell’azienda, di modernizzarsi, la scelta di utilizzare un colore green è il segnale di una crescita al focalizzarsi sul tema dell’energia pulita. Il marchio è composto dalla lettera D e C in un nuovo carattere tipografico che trasmette maggiore robustezza e stabilità. C’è anche il valore della qualità che continua a servire milioni di consumatori ogni giorno. La scelta è stata fatta per un marchio che pone attenzione sull’essenzialità.

Questo nuovo marchio diventerà ufficiale solo nella seconda metà del 2022.

Un Rebranding Fallimentare: il caso del marchio GAP

Fare Rebranding non è cosa facile e bisogna porre attenzione a come si procede. Uno dei casi più ecclatanti e fallimentari della storia è stato quello del tentativo di Restyling del Brand Gap.

Nel 2010 venne proposto un Rebranding del marchio, il primo dopo 24 anni dalla nascita del brand, con l’intento di conferire maggiore modernità al marchio. Il risultato ottenuto però non è stato gradito. Il nuovo marchio vedeva l’eliminazione della scatola blu che veniva sostituita da un piccolo quadratino in parte alla scritta, in questo modo il quadratino perdeva di significato.

Quindi il nuovo marchio venne, alla fine, scartato e si ritornò all’iconica scatola blu.

Questo particolare caso del marchio Gap dimostra quanto sia importante fare uno studio accurato dell’immagine coordinata e della strategia di Rebranding prima di buttarsi sul mercato.

Che differenza c’è tra Rebranding e Restyling?

Il Restyling è un’azione di comunicazione volta a rinfrescare l’immagine di un brand, con l’intenzione di svecchiarlo e renderlo più moderno, si tratta di un intervento molo più soft.

Il Rebranding è un sconvolgimento totale del marchio preesistente, è un’azione di marketing più rischiosa che va valutata in maniera molto attenta, perchè, soprattutto come è successo con il marchio Gap, si rischia di perdere l’identità della marca, si rischia di snaturarne i valori e quindi portare a subire dei danni d’immagine e di conseguenza commerciali.

Esempi di Rebranding

Esempi di Restyling

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