Avviare una nuova attività significa trasformare un’idea in un progetto concreto, ma significa anche affrontare fin dai primi mesi numerose spese: attrezzature, software, consulenze, arredi, strumenti digitali, comunicazione, promozione e realizzazione di una presenza online professionale. Per sostenere chi decide di mettersi in proprio, Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo hanno attivato il Bando Nuova Impresa 2026, una misura finalizzata a favorire la nascita di nuove imprese e l’autoimprenditorialità sul territorio regionale. L’iniziativa interessa anche chi sceglie di avviare un’attività in forma di lavoro autonomo con partita IVA individuale, offrendo un contributo economico destinato a coprire una parte dei costi sostenuti nella fase iniziale del progetto imprenditoriale. Il bando rappresenta quindi un’opportunità interessante per chi ha recentemente aperto un’attività o sta completando gli investimenti necessari per renderla operativa e competitiva.
Bando Nuova Impresa 2026: quanto si può ottenere?
L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese considerate ammissibili, al netto dell’IVA. Il contributo può arrivare fino a un massimo di 10.000 euro, mentre l’investimento minimo richiesto per poter accedere alla misura è pari a 3.000 euro. In termini pratici, significa che una nuova attività che sostiene 10.000 euro di spese ammissibili potrebbe ottenere un contributo fino a 5.000 euro, mentre per raggiungere il contributo massimo di 10.000 euro sarà necessario sostenere almeno 20.000 euro di investimenti ammissibili.
| Investimento ammissibile | Contributo potenziale |
|---|---|
| 3.000 € | fino a 1.500 € |
| 6.000 € | fino a 3.000 € |
| 10.000 € | fino a 5.000 € |
| 15.000 € | fino a 7.500 € |
| 20.000 € | fino a 10.000 € |
| oltre 20.000 € | massimo 10.000 € |
La natura a fondo perduto del contributo rende la misura particolarmente interessante: nel rispetto delle condizioni previste dal bando, le somme ottenute non devono essere restituite. Per una nuova attività, questa forma di sostegno può alleggerire in modo significativo il peso degli investimenti iniziali e permettere di destinare maggiori risorse allo sviluppo commerciale.
A chi è rivolto il Bando Nuova Impresa?
Il Bando Nuova Impresa nasce con l’obiettivo di incentivare la creazione di nuove attività economiche in Lombardia. La misura interessa innanzitutto micro, piccole e medie imprese di nuova costituzione, ma può coinvolgere anche lavoratori autonomi e professionisti in possesso dei requisiti previsti. Nel caso delle imprese, è necessario prestare particolare attenzione alla data di avvio dell’attività, alla sede dell’impresa, all’iscrizione al Registro delle Imprese e agli altri requisiti indicati nella documentazione ufficiale. Sono inoltre previste specifiche condizioni per i lavoratori autonomi con partita IVA individuale e per i professionisti ordinistici non iscritti al Registro delle Imprese. Per questo motivo, prima di sostenere nuovi investimenti con l’obiettivo di inserirli nella domanda di agevolazione, è consigliabile verificare attentamente la propria posizione rispetto ai requisiti indicati dal bando.
Quali spese possono essere finanziate?
Uno dei punti di forza del Bando Nuova Impresa è la possibilità di includere diverse categorie di costi collegati all’avvio e allo sviluppo iniziale dell’attività. Non si tratta quindi esclusivamente di un incentivo destinato all’acquisto di macchinari. A seconda della tipologia di attività e nel rispetto dei limiti previsti, gli investimenti possono riguardare strumenti fisici, infrastrutture digitali, consulenze e attività necessarie per presentare la nuova impresa sul mercato.
Macchinari, attrezzature e beni strumentali
Tra le spese che possono assumere un ruolo rilevante troviamo quelle relative all’acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, hardware e altri beni funzionali allo svolgimento dell’attività. Per molte nuove imprese questa categoria rappresenta una delle principali voci di investimento. Un laboratorio artigianale potrebbe avere necessità di acquistare attrezzature specifiche, mentre uno studio professionale potrebbe investire maggiormente in computer, postazioni di lavoro e strumenti tecnologici. La composizione dell’investimento deve quindi essere costruita sulla base delle reali esigenze dell’attività e nel rispetto delle condizioni previste dalla misura.
Software, servizi digitali e strumenti per lavorare meglio
La digitalizzazione rappresenta ormai un elemento fondamentale anche per le imprese di dimensioni più piccole. Software gestionali, programmi professionali, strumenti cloud e applicazioni possono contribuire a rendere più efficiente l’organizzazione aziendale fin dai primi mesi di attività. Pensiamo, ad esempio, a software per la gestione dei clienti, strumenti di progettazione, programmi amministrativi, piattaforme per la collaborazione interna o applicazioni specifiche per il proprio settore. Investire nella struttura digitale fin dall’inizio può aiutare una nuova impresa a evitare processi inefficienti e a costruire un’organizzazione maggiormente scalabile.
Sito web, branding e comunicazione: il bando può diventare una leva di crescita
Un aspetto particolarmente interessante riguarda le spese connesse alla comunicazione e al marketing della nuova attività. Avviare un’impresa, infatti, non significa soltanto acquistare gli strumenti necessari per lavorare. Una nuova azienda deve anche rispondere a domande fondamentali:
Come si presenterà sul mercato?
Come verrà trovata dai potenziali clienti?
Perché un cliente dovrebbe scegliere proprio questa attività rispetto a un concorrente già conosciuto?
È qui che branding, sito web e marketing diventano veri e propri asset aziendali. Tra le attività potenzialmente rilevanti nell’ambito del progetto possono rientrare interventi legati alla progettazione dell’identità visiva, alla realizzazione del sito internet, alla registrazione del dominio e alla costruzione del piano di comunicazione e di lancio dell’attività, secondo quanto previsto dalla documentazione del bando. Per una nuova impresa si tratta di un’opportunità importante perché permette di ragionare sulla comunicazione non come una spesa secondaria, ma come parte integrante dell’investimento iniziale.
Perché investire nel brand già nella fase di avvio?
Uno degli errori più frequenti commessi dalle nuove imprese è concentrare tutto il budget sulla parte operativa, rimandando la comunicazione a un secondo momento. Il rischio è quello di arrivare sul mercato con un’attività tecnicamente pronta, ma senza un’identità riconoscibile e senza strumenti efficaci per acquisire clienti. Un brand professionale consente invece di creare coerenza tra nome, logo, identità visuale, tono di voce, sito web e percezione dell’azienda. Per un’attività appena nata, questo può fare una differenza significativa. Un potenziale cliente che non conosce ancora l’impresa valuterà inevitabilmente elementi come:
- qualità del sito;
- chiarezza dei servizi offerti;
- professionalità dell’identità visiva;
- presenza sui motori di ricerca;
- recensioni;
- comunicazione sui social;
- capacità dell’azienda di trasmettere fiducia.
La fase di avvio rappresenta quindi il momento ideale per costruire queste fondamenta in maniera coordinata.
Un sito web non dovrebbe essere soltanto una vetrina
Lo stesso ragionamento vale per il sito internet. Per una nuova impresa, realizzare un sito web non dovrebbe significare semplicemente creare alcune pagine con logo, fotografie e recapiti. Un sito progettato strategicamente dovrebbe avere almeno tre obiettivi: essere trovato, spiegare il valore dell’attività e trasformare una parte dei visitatori in contatti o clienti. Questo significa lavorare sulla struttura delle pagine, sulla SEO, sulla user experience, sui contenuti e sulle call to action. Un investimento iniziale ben pianificato può quindi permettere alla nuova attività di partire con un ecosistema digitale già predisposto per crescere, anziché doverlo ricostruire dopo pochi mesi. Faira Studio lavora proprio su questa integrazione, combinando branding, web design, SEO e marketing per trasformare la presenza digitale dell’impresa in uno strumento concreto di acquisizione.
Marketing digitale: partire significa anche farsi conoscere
Una nuova impresa affronta un problema inevitabile: all’inizio quasi nessuno la conosce. Anche un prodotto eccellente o un servizio competitivo rischiano di non generare risultati quando manca un sistema capace di portarli davanti alle persone giuste. Per questo motivo la fase di lancio dovrebbe prevedere anche una strategia per generare visibilità. A seconda del mercato, potrebbe essere utile lavorare su più canali:
- posizionamento organico sui motori di ricerca;
- campagne Google Ads;
- campagne sui social network;
- content marketing;
- social media marketing;
- landing page dedicate;
- campagne di lead generation.
L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “fare pubblicità”, ma costruire un sistema misurabile che permetta all’impresa di trasformare gli investimenti di marketing in opportunità commerciali.
Come pianificare correttamente l’investimento
Prima di effettuare le spese, può essere utile costruire una vera e propria mappa degli investimenti necessari. Una nuova attività potrebbe, ad esempio, suddividere il proprio progetto in quattro aree:
1. Struttura operativa
Macchinari, attrezzature, arredi e strumenti indispensabili per svolgere il lavoro.
2. Struttura digitale
Hardware, software, gestionali e strumenti tecnologici.
3. Identità e presenza online
Brand identity, logo, sito web, dominio e materiali di comunicazione.
4. Acquisizione clienti
SEO, advertising, campagne di lancio e altre attività di marketing. In questo modo il contributo non viene visto semplicemente come un rimborso di alcune spese, ma come un’occasione per progettare in maniera più completa l’avvio dell’impresa.
Attenzione alla documentazione delle spese
Uno degli aspetti da non sottovalutare riguarda la corretta rendicontazione. Trattandosi di un contributo collegato alle spese effettivamente sostenute, è fondamentale conservare con attenzione fatture, documenti e prove di pagamento. Le spese devono rispettare le condizioni previste dal bando e i pagamenti devono essere effettuati attraverso modalità compatibili con quanto stabilito dalla misura. La gestione documentale dovrebbe quindi iniziare contestualmente agli investimenti e non pochi giorni prima dell’invio della domanda. È una precauzione semplice, ma può evitare problemi nella fase di presentazione e valutazione della pratica.
Quando scade il Bando Nuova Impresa?
La domanda deve essere presentata a Unioncamere Lombardia esclusivamente in modalità telematica. La scadenza indicata è fissata alle ore 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata dovuta all’esaurimento della dotazione finanziaria. Questo ultimo elemento è particolarmente importante. Avere una scadenza nel 2027 non significa necessariamente poter aspettare fino agli ultimi giorni disponibili. Quando un bando prevede la possibilità di chiusura anticipata per esaurimento dei fondi, la rapidità nella pianificazione e nella predisposizione della domanda può diventare un fattore strategico.
Come presentare la domanda
La procedura di accesso al contributo è interamente digitale. La richiesta deve essere trasmessa attraverso lo specifico sportello presente sulla piattaforma Restart di Infocamere. Per accedere alla procedura sono richiesti strumenti di identificazione digitale come:
- SPID;
- CNS;
- CIE.
È inoltre prevista la firma digitale del titolare o del legale rappresentante. Prima di procedere con l’invio è quindi utile verificare non soltanto la documentazione economica, ma anche di avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per completare correttamente la procedura telematica.
Perché conviene prepararsi con anticipo
La strategia migliore per chi pensa di poter accedere al Bando Nuova Impresa è evitare di considerare la scadenza come il momento in cui iniziare a occuparsene. È molto più efficace procedere in anticipo. Il primo passo consiste nel verificare attentamente i requisiti. Successivamente è necessario individuare le spese già sostenute o da sostenere, valutarne l’ammissibilità e organizzare correttamente la documentazione. Solo dopo questa fase sarà possibile predisporre una domanda coerente e completa. In sintesi, il percorso dovrebbe essere:
- verificare i requisiti di accesso;
- analizzare le spese ammissibili;
- costruire un piano degli investimenti;
- effettuare e documentare correttamente i pagamenti;
- raccogliere fatture e documentazione;
- predisporre la pratica;
- inviare la domanda senza attendere l’ultimo momento.
Bando Nuova Impresa 2026: un’opportunità per partire con basi più solide
Il Bando Nuova Impresa può rappresentare molto più di un semplice incentivo economico. Per chi sta costruendo una nuova attività, il contributo può diventare l’occasione per investire fin dall’inizio negli elementi che determineranno la competitività dell’impresa negli anni successivi. Da una parte ci sono gli strumenti necessari per lavorare: attrezzature, tecnologie e software. Dall’altra ci sono gli strumenti necessari per trovare clienti e posizionarsi sul mercato: brand, sito web, SEO, comunicazione e marketing. Le due componenti dovrebbero procedere insieme. Un’impresa perfettamente organizzata ma invisibile avrà difficoltà a crescere. Allo stesso modo, una comunicazione efficace non può compensare una struttura operativa inadeguata. La vera opportunità consiste quindi nell’utilizzare gli investimenti iniziali per costruire un’attività equilibrata, riconoscibile e capace di svilupparsi nel tempo.
Trasformare il contributo in un investimento strategico
Per una nuova impresa, ogni euro investito nella fase iniziale dovrebbe avere un obiettivo preciso. Un logo deve aiutare il brand a essere riconosciuto. Un sito deve generare fiducia e opportunità commerciali. La SEO deve intercettare persone che stanno già cercando un determinato prodotto o servizio. Le campagne pubblicitarie devono portare traffico qualificato. La comunicazione deve costruire una percezione coerente del valore dell’azienda. È questa la differenza tra sostenere semplicemente delle spese e costruire asset capaci di generare risultati anche dopo la conclusione del bando.

Stai avviando una nuova attività in Lombardia?
Se devi costruire il tuo brand, realizzare un sito web professionale o definire una strategia SEO e marketing, Faira Studio può affiancarti nella progettazione della presenza digitale della tua nuova impresa. L’obiettivo non è semplicemente “essere online”, ma creare un sistema capace di aumentare visibilità, autorevolezza e opportunità commerciali.
FAQ sul Bando Nuova Impresa 2026
Quanto si può ottenere con il Bando Nuova Impresa?
Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro.
Qual è l’investimento minimo?
L’investimento minimo previsto è di 3.000 euro.
Possono partecipare anche i lavoratori autonomi?
Il bando sostiene l’autoimprenditorialità anche attraverso attività di lavoro autonomo con partita IVA individuale, nel rispetto dei requisiti previsti.
Il sito web può rientrare tra le spese?
La documentazione del bando prevede spese collegate alla comunicazione e alla presenza digitale, comprese attività legate alla progettazione e realizzazione del sito internet e alla registrazione del dominio, nel rispetto delle condizioni della misura.
Sono previste anche spese di marketing?
Tra le attività indicate dal bando sono presenti interventi collegati al marketing, alla comunicazione e alla promozione della nuova attività.
Quando scade il Bando Nuova Impresa?
La domanda deve essere presentata entro le ore 12:00 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.
Dove si presenta la domanda?
La procedura è esclusivamente telematica e viene effettuata attraverso lo sportello dedicato sulla piattaforma Restart di Infocamere.
Cosa serve per presentare la domanda?
Per accedere alla procedura è necessario utilizzare SPID, CNS o CIE ed è richiesta la firma digitale del titolare o del legale rappresentante.
Conviene aspettare la scadenza?
No. Poiché il bando può chiudere anticipatamente in caso di esaurimento della dotazione finanziaria, è consigliabile verificare i requisiti e predisporre la documentazione con anticipo.

