Il Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82, recepisce la Direttiva UE 2019/882, conosciuta come European Accessibility Act (EAA). Questa normativa impone che dal 28 giugno 2025 in tutta Europa i nuovi prodotti e servizi digitali (come siti web, app, dispositivi hardware) rispettino criteri specifici di accessibilità.
Lo scopo è semplice e ambizioso: permettere a tutte le persone – comprese quelle con disabilità di vario tipo – di usare i servizi digitali senza barriere. È una svolta non solo normativa, ma anche sociale ed etica. Aldilà dell’obbligo legale, rendere un sito accessibile significa migliorare il posizionamento online del proprio business rivolgendosi ad un pubblico più ampio. Secondo le stime Eurostat, nel 2024 il 27% della popolazione europea sopra i 16 anni conviveva con una disabilità: si tratta di circa 101 milioni di persone quindi di una persona adulta su quattro.
Oltre alle persone con disabilità, è fondamentale considerare anche chi ha poca familiarità con il digitale, come molti anziani e chi si trova in situazioni temporanee di difficoltà, come per esempio un braccio ingessato. Tutti questi casi dimostrano quanto sia importante adeguare il proprio sito agli standard europei di accessibilità.
Chi deve adeguarsi alla normativa?
Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82 l’accessibilità digitale viene estesa, non solo alla Pubblica Amministrazione, ma anche al settore privato pertanto ci si rivolge a tutte le imprese che offrono prodotti e servizi digitali B2C:
- L’Accessibility Act riguarda tutte le aziende che operano in Europa e offrono servizi o prodotti digitali al pubblico, se:
Hanno più di 10 dipendenti, oppure
Superano i 2 milioni di euro di fatturato annuo - Tra i soggetti coinvolti ci sono:
Aziende con siti web istituzionali o promozionali
E-commerce B2C
App mobili disponibili su App Store/Google Play
Servizi digitali in ambito bancario, trasporti, comunicazione elettronica - Sono previste alcune esenzioni:
Le microimprese (con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro) sono esentate dall’obbligo di conformità.
I prodotti e servizi già presenti sul mercato prima del 28 giugno 2025 possono continuare a essere utilizzati, a condizione che non subiscano modifiche sostanziali.
Inoltre, è previsto un periodo transitorio fino al 28 giugno 2030 per determinati servizi, durante il quale i fornitori possono continuare a utilizzare prodotti conformi alle normative precedenti.
Chi non è tenuto ad adeguarsi?
Le microimprese, aziende con meno di 10 dipendenti o che realizzano un fatturato annuo che non supera i 2 milioni di euro. Tuttavia benché non obbligate dalla norma questo non le esenta dal valore culturale dell’accessibilità: anche una piccola realtà può – e dovrebbe – scegliere di essere accessibile.
Cosa comporta il mancato adeguamento alla normativa?
Un mancato adeguamento alla normativa prevede l’applicazione di diverse sanzioni:
Violazione dei requisiti di accessibilità → Sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 40.000 euro, valutate in base alla gravità, al numero di prodotti/servizi non conformi e agli utenti coinvolti.
Inottemperanza o mancata collaborazione con le autorità competenti → Sanzioni da 2.500 euro a 30.000 euro.
Se il tuo sito non è in regola quali sono i passaggi necessari per procedere con l’adeguamento?
Adeguarsi all’European Accessibility Act non significa solo “mettere a norma un sito web”, ma richiede una revisione strutturata e documentata dell’intero ecosistema digitale dell’azienda. Questo processo deve seguire un percorso tecnico-organizzativo ben preciso, così come delineato nel Decreto Legislativo n. 82/2022 e nella norma tecnica EN 301 549, armonizzata a livello europeo.
Ecco, punto per punto, cosa comporta:
- Inventario digitale
Censire tutti i prodotti e servizi digitali offerti: siti web, app, piattaforme e contenuti scaricabili, per identificare cosa va adeguato. - Audit di conformità
Verificare l’accessibilità secondo la norma EN 301 549 e le WCAG 2.1 (livello AA). Serve a individuare barriere digitali su navigazione, struttura, contenuti multimediali e compatibilità con tecnologie assistive. - Interventi tecnici e design accessibile
Correggere elementi non conformi e progettare le nuove interfacce secondo i principi dell’accessibilità by design. - Comunicazione agli utenti
Informare gli utenti in modo chiaro e accessibile sul grado di conformità del sito e sulle modalità per inviare segnalazioni (obbligatorio pubblicare la dichiarazione di accessibilità). - Documentazione e monitoraggio
Redigere e conservare per almeno 5 anni:
- La dichiarazione di conformità
- La documentazione tecnica degli interventi
- Il registro delle segnalazioni ricevute

Quali sono i vantaggi strategici dell’applicazione per la normativa?
Adeguare il proprio sito web all’European Accessibility Act non è solo una questione di legge. È anche una scelta strategica, che porta benefici concreti e misurabili su più fronti:
1. Migliora il posizionamento SEO
Un sito accessibile è, per sua natura, anche più ottimizzato per i motori di ricerca.
Le linee guida WCAG 2.1 e la norma EN 301 549 richiedono una struttura semantica chiara (uso corretto di heading, alt text, landmark, link descrittivi), che è esattamente ciò che Google considera quando valuta l’indicizzazione di una pagina.
Secondo fonti come MakingScience.it e LegalForDigital.it, i siti accessibili godono di una maggiore crawlability e leggibilità algoritmica, due fattori chiave per scalare le SERP.
2. Aumenta traffico, permanenza e conversioni
Quando un sito è facile da usare per tutti – anche per utenti con disabilità visive, cognitive o motorie – più persone riescono a navigarlo, a restare più a lungo e a completare un’azione (comprare, iscriversi, contattare).
Un’interfaccia ben progettata e accessibile riduce drasticamente il bounce rate e migliora il tasso di conversione, elementi che impattano direttamente sulla performance del business.
3. Rafforza l’identità etica e la reputazione del brand
Investire nell’accessibilità comunica un messaggio potente: l’azienda è inclusiva, consapevole e attenta ai diritti di tutte le persone, anche di quelle con bisogni specifici.
In un contesto in cui i consumatori premiano sempre più i brand etici e trasparenti, dimostrare responsabilità sociale digitale diventa un importante vantaggio competitivo.
Conclusione
L’European Accessibility Act, che entrerà pienamente in vigore in Italia dal 28 giugno 2025, segna un cambiamento culturale e operativo nel modo di concepire la comunicazione digitale.
Adeguarsi oggi non è solo un dovere normativo: è un atto di lungimiranza. Significa ampliare il proprio pubblico, migliorare la qualità del servizio e costruire un futuro digitale più equo e sostenibile.
Se desideri adeguare il tuo sito web e renderlo accessibile secondo la normativa, la nostra agenzia può accompagnarti passo dopo passo, dall’audit iniziale alla dichiarazione finale di conformità.

